PRIC – Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale

Lo studio e la progettazione dell’illuminazione delle città è una questione particolarmente complessa, in quanto comprendente varie discipline sia del mondo della luce che del mondo dell’urbanistica (la comunicazione tra spazi urbani, la valorizzazione storica ed estetica, la ricomposizione degli spazi urbani e la riqualificazione urbana, il problema energetico in termini di sostenibilità energetico-ambientale). Non è raro nella realtà italiana incontrare situazioni di progettazione e realizzazione degli impianti d’illuminazione per passi successivi, generalmente scollegati e disomogenei, che inevitabilmente portano a elementi di forte discontinuità all’interno del contesto notturno, in quanto non esiste un progetto di illuminazione unitario ed omogeneo che parta da considerazioni di insieme a livello urbano.
Un progetto di illuminazione urbana deve partire da un’idea d’insieme, considerando una serie di elementi cardine, il loro contesto e i loro legami con le varie parti, in modo che esso possa, nel rispetto delle normative tecniche esistenti, avere la forza di dare un’identità alla realtà notturna, considerando i singoli elementi che la compongono, e contestualmente analizzando le logiche di coesione tra le varie parti di essa, rendendola così un organismo unico, non divisibile in parti disomogenee, costituito da elementi riconoscibili che vivono l’uno in funzione dell’altro.
Queste problematiche, che derivano in parte dalla poca attenzione da parte delle amministrazioni verso le questioni legate al tema della luce urbana sono state affrontate in termini legislativi attraverso la richiesta di un Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale (PRIC), la cui caratteristica principale è quella di evidenziare le principali soluzioni che permettono di razionalizzare l’illuminazione sul territorio e quindi di conseguire i maggiori risultati possibili in termini di risparmio energetico e manutentivo favorendo il rientro dei costi di investimento nel minor tempo possibile (piano di Energy Saving).

Aspetti caratterizzanti un PRIC

Il Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale è uno strumento urbanistico in grado di regolamentare tutte le tipologie di illuminazione per la città, è un vero e proprio tracciato di come va progettata la città dal punto di vista illuminotecnico. Presenta dei vantaggi fondamentali, poiché consente di rispettare in maniera generale la struttura dei tessuti urbani correlandoli a un tipo di illuminazione adeguata. Il risultato finale è l’ottenimento e l’ottimizzazione della rete di illuminazione comunale secondo le principali esigenze.
Il PRIC nasce per ottenere un censimento quantitativo e qualitativo degli impianti esistenti sul territorio comunale, e per disciplinare le nuove installazioni, anche in relazione ai tempi e alle modalità di adeguamento, manutenzione o sostituzione degli apparecchi esistenti.
Le principali fasi previste dal PRIC sono:
Fase analitica:

  • rilievo e analisi dell’illuminazione esistente;
  • classificazione di differenti aree urbane;
  • classificazione di elementi urbani di particolare significato (monumenti, chiese, piazze…) anche in rapporto alle zone adiacenti;

Fase progettuale:

  • pianificazione degli interventi da effettuare nelle diverse aree;
  • progettazione illuminotecnica per l’attuazione degli interventi.

L’acquisizione di questo strumento permette al progettista di usufruire di un ottimo supporto in fase progettuale per evitare errori e imprecisioni che in mancanza di esso potrebbero verificarsi e, al Comune, di seguire con maggiore consapevolezza l’operato del progettista e supportarlo in fase decisionale.

Il PRIC e le normative

Il PRIC è lo strumento urbanistico che, redatto dai Comuni, analizza lo stato di fatto degli impianti di illuminazione pubblica esterna e ne regola l’attività, fin nel particolare della manutenzione ordinaria. La redazione di un P.R.I.C. agevola le P.A. nell’analisi dello stato di fatto degli impianti di illuminazione, la loro gestione e manutenzione, semplifica l’adeguamento alla normativa e porta ad un consumo energetico prestabilito e consapevole, contestualizzando l’impianto con il territorio.
Le normative riguardanti l’illuminazione si limitano a fissare una serie di parametri illuminotecnici da rispettare per assicurare un’illuminazione funzionale. Attraverso un rigoroso rispetto delle indicazioni normative, si riesce ad ottenere una diminuzione dei consumi, della produzione di CO2 e dei costi ad essi connessi, evitando eventualmente i danni prodotti dall’inquinamento luminoso a uomini, animali e vegetazione. Ma anche seguendo perfettamente i criteri normativi, non sempre si ottiene una buona illuminazione in grado di contestualizzarsi nel territorio e che soddisfi le sue reali necessità.
Nelle leggi regionali, si contiene l’inquinamento luminoso definendo limiti di emissione del flusso luminoso verso la volta celeste, e con valori più severi nelle fasce di rispetto degli osservatori. La luce, però, non limita solamente la vista delle stelle, ma se non ben direzionata, essa diviene molesta, come nel caso di abitazioni al primo piano, che nelle ore notturne possono subire l’effetto dell’illuminazione da parte degli impianti esterni. In ottica di nuovi sviluppi teorici e successivamente tecnici, poi, si può prevedere che diventerà necessario considerare le problematiche connesse con la fisiologia circadiana (alternarsi del ritmo sonno/veglia), e dei piani del colore, già obbligatori in alcune regioni italiane. In questo ambito, sono in fase di proposizione alcune leggi regionali che considerano l’influenza della luce sul corpo umano (Tra cui la legge provinciale 21 giugno 2011, n. 4 la Giunta ha approvato criteri per la tutela della salute e del benessere dei cittadini e il miglioramento della loro sicurezza).
Il PRIC deve essere strutturato quindi sulla base di prescrizioni che assecondino le attuali normative vigenti, ed, essendo strumento di riferimento per lo sviluppo delle nuove progettazioni, sulla base di considerazioni che tengano conto dello sviluppo del mondo dell’illuminazione degli esterni in prospettiva futura. In questo senso, gli aspetti di integrazione sociale ed energetica associati alle Smart Grid e al concetto di Smart City, gli elementi di integrazione e contestualizzazione territoriale ed urbana, gli elementi di fisiologia circadiana, sono elementi che seppur ad oggi non normati debbono essere presi in considerazione in modo attento e consapevole nella redazione di un PRIC.

Il PRIC e gli altri strumenti urbanistici

La pianificazione degli interventi sull’illuminazione deve essere improrogabilmente integrata con il PGT e con tutti gli altri strumenti urbanistici riguardanti il territorio per assicurare che l’impianto sia adatto al contesto da illuminare (il Piano di Governo del Territorio, il Piano Particolareggiato e i Piani di Recupero, il Piano Urbano del Traffico, il Piano del Colore, il Piano del Rumore e il Piano Energetico). Il PRIC in questo senso non è solo un piano attuativo, ma anche un sistema per rendere omogeneo un ambito ad oggi disorganico.

PRIC: Smart lighting come applicazione reale della Smart City

Una buona pianificazione del sistema e della sua gestione consente la riduzione, anche importante, di consumi inutili. Nella realtà italiana, non è purtroppo difficile imbattersi in uffici tecnici comunali che non sono in possesso della documentazione aggiornata degli impianti. Nelle prime fasi del PRIC sono previste approfondite analisi dello stato di consistenza degli impianti per sopperire a queste prime difficoltà. Solo successivamente si prevede la stesura di un cronoprogramma orientato alla definizione della gestione degli impianti, intesa come organizzazione complessiva, comprendente la progettazione di nuovi rami e gli interventi sull’esistente, ovvero sulla manutenzione ordinaria.
D’altra parte, non si deve pensare al risparmio economico ottenibile attraverso sistemi evoluti soltanto come un mero investimento di capitale e relativo calcolo del tempo di rientro economico, bensì ad un intervento più ampio, sia di tipo energetico che culturale e sociale. L’estensione dell’illuminazione sul territorio è un potenziale da considerare in termini di Smart Grid, primo passo verso l’obiettivo della Smart City, punto di riferimento di progetti europei ed elemento chiave di Horizon 2020 – The Framework Programme for Research and Innovation (2014-2020). Al contrario del tradizionale funzionamento della rete elettrica, in cui si produce energia che viene messa in rete e consumata, la Smart Grid è una rete intelligente che veicola flussi in più direzioni; se poi l’impianto d’illuminazione è equipaggiato con dispositivi che raccolgono informazioni, la rete diviene intelligente. La tecnologia in questo caso non solo può aiutare a gestire l’impianto di illuminazione nella sua funzione primaria, l’illuminazione, ma può anche aumentare anche i servizi erogati fornendo informazioni ai cittadini, monitorando la strada o l’ambiente, comunicando con gli Smart Buildings presenti sul territorio. La possibilità di aggiungere servizi all’impianto di illuminazione consente di gestire gli investimenti aumentandone lo spettro di azione.
Il PRIC, come piano a lungo termine, ha l’obbligo, seppur non normato, di prevedere scenari con presenza di sistemi intelligenti in cui l’illuminazione (intelligente) guida il flusso di informazioni raccolte da dispositivi integrati nella struttura del palo, elemento che oltre alla funzione primaria diviene nodo principale della Smart Grid. Per la gestione dell’impianto, si possono scegliere sistemi tradizionali ed economici, ma non abilitanti alla tecnologia Smart, ovvero sistemi come il telecontrollo con impianti adattivi, che variano la quantità di energia erogata all’impianto analizzando la presenza effettiva di utenze. Ovviamente, sistemi più evoluti rappresentano un maggior costo d’investimento ma consentono minori consumi, abbattimento dei costi di manutenzione, e forniscono una base per la Smart Grid estesa all’intero territorio comunale. Le configurazioni possibili del telecontrollo dipendono dai dispositivi e dalle sorgenti luminose.
Il PRIC e la gestione degli impianti di illuminazione Una delle principali finalità del PRIC è quella di strutturare semplificandola la pianificazione della gestione dell’impianto d’illuminazione in termini di manutenzione ordinaria, adeguamento, riqualificazione e progettazione di nuovi impianti.
L’illuminazione urbana è un servizio indispensabile che per l’amministrazione comunale è un onere da sostenere. Grazie alle moderne tecnologie il dispendio economico può essere ridotto e soprattutto l’impianto d’illuminazione pubblica può essere ottimizzato nelle sue funzionalità e nella sua gestione.

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