Descrizione del Sentiero da Eupilio a Bellagio del Triangolo Lariano (n. 3)

Terza pubblicazione delle descrizioni dei sentieri mappati sul territorio del Triangolo Lariano, questa volta viene offerto il sentiero da Eupilio a Bellagio, come collegamento lungo tutto il lato orientale del territorio; tutte le pubblicazioni sono scaricabili gratuitamente assieme alle tracce GPX e ai KMZ per Google Earth anche dal Portale turistico della sentieristica WebEasy GIS

Il percorso nasce dal l’esigenza di creare un sentiero di collegamento tra Eupilio e Bellagio sul lato orientale del Triangolo Lariano, per disporre di 3 diverse “Dorsali”. Il percorso è molto suggestivo grazie ai diversi punti panoramici che lo caratterizzano, ad esempio il Monte Cornizzolo e i Corni di Canzo. È uno splendido percorso naturalistico in cui la natura è la padrona indiscussa, con punti panoramici mozzafiato sui laghi briantei, il Lago di Como e il territorio circostante.
Il percorso può essere effettuato in una sola giornata in circa 12 ore di cammino ma è consigliato che venga suddiviso in più tappe. Per gli appassionati di Mountain Bike il tracciato è comodamente percorribile dal Rifugio Sev a Civenna.

1° Tappa Eupilio – Valbrona – h. 6.30 – 15,91 km – dislivello +1.251 m, -1.361 m

Come arrivare:

In auto: da Erba prendete la SP 41 della Valassina, in direzione Asso, e raggiungete il paese di Longone al Segrino. Giunti nei pressi del lago del Segrino svoltate a destra sulla SS42 e costeggiando la sponda raggiungete una rotatoria, girate a sinistra su Viale Combattenti, dove troverete i parcheggi.
In autobus: utilizzate la linea C94 e scendete nei pressi del Lago del Segrino, quindi raggiungete Viale Combattenti.

Descrizione:

Punto panoramico sui laghi minori dal Monte Cornizzolo

Punto panoramico sui laghi minori dal Monte Cornizzolo

Portatevi all’imbocco di Viale Combattenti, alla rotatoria, svoltate a sinistra su via Roma e procedete fino all’incrocio dove vedrete una piccola chiesetta. Passatele accanto e dopo qualche metro svoltate a destra e continuate seguendo le indicazioni per Monte Cornizzolo.
Dopo circa 200 mt., svoltate a sinistra in mezzo a delle abitazioni dove trovate l’apposito segnavia che indica l’inizio del tracciato. Proseguite sul sentiero sterrato fino ad un grande prato, ove si trova una trattoria. Oltrepassato questo punto, poco più sopra sulla strada asfaltata, girate a destra continuando il sentiero e proseguite sempre dritti fino a raggiungere la Loc. Alpe di Carella.
Superate la stanga che indica l’inizio del percorso pedonale ed al primo tornante salite sulla destra seguendo una piccola mulattiera che di volta in volta attraverserà la strada asfaltata fino all’ultimo tornante, e a questo punto avrete interamente oltrepassato il bosco trovandovi in prati aperti con un’ampia vista panoramica sul territorio circostante.
Da questo punto non troverete più un sentiero definito e dovrete prendere come orientamento un grande faggio monumentale sulla vostra sinistra. Lasciate la strada asfaltata e prendete in salita costeggiando la staccionata fino alla cima, per poi proseguire in piano fino alle pendici del Monte Cornizzolo.
L’ultimo tratto passa attraverso un gruppo di rocce, quindi dovrete prestare molta attenzione sia al percorso che alle indicazioni segnavia dipinte sulle rocce stesse. Raggiunta la vetta del Monte Cornizzolo a quota m. 1240 ammirerete l’incantevole vista panoramica sulla pianura Brianzola e i suoi laghi.

Croce del Cornizzolo

Croce del Cornizzolo

Dopo una sosta ristoratrice riprendete il tracciato seguendo lo stretto sentiero roccioso che scende dalla vetta fino al sottostante Rifugio SEC Marisa Consiglieri e, tenendolo sulla destra, procedete dritti sull’ampio sentiero ghiaioso in direzione Monte Rai-Sentiero Geologico Alto. Poco oltre la torre di cemento vedrete l’accesso alla Riserva Naturale del Sasso Malascarpa, che comprende la zona a cavallo della cresta che collega il Monte Cornizzolo e i Corni di Canzo. La riserva rappresenta una delle zone di maggiore interesse geologico, geomorfologico e paleontologico della Lombardia.
Addentrati nella riserva, poco più avanti in linea retta, osserverete sulla sinistra l’incredibile muraglia rocciosa che dà il nome all’omonimo sito. Oltrepassandolo, riprendete il tracciato a sinistra scendendo in mezzo a delle rocce, seguendo le indicazioni in direzione La Colma-Rifugio SEV, e costeggiate la cresta seguendo il “sentiero geologico alto”. Durante questo tragitto, contraddistinto da specifici cartelli, potrete ammirare incastonati nelle rocce, numerosi fossili marini quali Madrepore, che appaiono come piccoli alberi ramificati, Ammoniti ovvero molluschi dalla conchiglia a spirale e soprattutto i Conchodon, grossi molluschi Lamellibranchi, visibili soprattutto nella parte culminante dell’area, nel Calcare di Zu. Il percorso prosegue in discesa e culmina alla Colma di Val Ravella a quota 1000 m.
Da questo punto troverete le indicazioni per diversi percorsi, procedete dritti in salita in direzione Forcella dei Corni- Rifugio SEV.

Punto panoramico nei pressi del Rifugio SEV

Punto panoramico nei pressi del Rifugio SEV

Il sentiero si sviluppa in salita con tratti anche ripidi. Arrivati in cima in località Forcella dei Corni (quota m.1300),a ridosso dei Corni Centrale e Orientale, prendetela piccola mulattiera a sinistra che vi condurrà in breve al Rifugio SEV a quota m. 1225. Circondato da grandi prati, ideali per un sosta ristoratrice, e punto di partenza per numerose escursioni, questo luogo offre al visitatore un incredibile panorama sul Lago di Como e il territorio circostante.
Per chi volesse, è possibile effettuare un’escursione sulla cima dei Corni di Canzo imboccando uno dei sentieri indicati dalla cartellonistica; poiché sono presenti tratti in ferrata è consigliato scegliere il tracciato in base alle proprie capacità alpinistico-escursionistiche. È possibile inoltre dal Rifugio SEV raggiungere Canzo percorrendo il Sentiero Geologico Basso.
Riprendendo il tracciato, tenendo il rifugio SEV alle vostre spalle, si scende utilizzando la comoda strada carrozzabile asfaltata seguendo i cartelli segnavia in direzione Visino-Sentiero del Tivano.
Il percorso prosegue, immerso in bosco di faggi, fino a condurvi in paese in loc. Maisano a Valbrona, all’altezza della chiesetta di San Rocco sulla SP 46.

2° Tappa Valbrona – Magreglio – h. 3.00 – 7,95 km – dislivello +276 m, – 551m

Come arrivare:

In auto: da Erba prendete la provinciale SP 41 in direzione Canzo-Asso. Oltrepassato il paese di Asso svoltate a destra in direzione Valbrona. Procedete fino a raggiungere il campo sportivo che troverete sulla sinistra, nelle vicinanze della piccola Chiesa di S.Rocco.
In autobus: utilizzate la linea C35 e scendete di fronte alla Chiesa di San Rocco a Maisano.

Descrizione:

Lasciando il campo sportivo alla vostra sinistra procedete verso la chiesetta e svoltate a sinistra su via San Rocco. Girate a destra su via Contrada della Torre, poi a sinistra su via Campora dove trovrerete il primo cartello segnavia, direzione Alpe di Monte; seguite a destra su via Alla Fontana e poi a sinistra salite la piccola scalinata acciottolata, quindi girate a destra e troverete il lavatoio, punto di partenza del tracciato. Trattasi di una mulattiera in pietra, non impegnativa. Il percorso è indicato da appositi segnavia.
Al primo bivio proseguite a sinistra in direzione Alpe di Monte, fino a raggiungere la Baita CAI omonima in mezzo ad un bel prato; proseguite dritti lasciando la mulattiera e poi seguite a destra il sentiero sterrato per Monte Megna.
Inoltrandovi nel bosco dovrete proseguire sempre dritti sul sentiero principale fino a sbucare, giunti all’altezza di una lunga staccionata alla fine del bosco, a Conca di Crezzo. Questo piccolo insediamento urbano è caratterizzato da un grande prato con un incantevole laghetto poco più avanti sulla sinistra. Da qui è possibile raggiungere Lasnigo percorrendo in discesa la strada asfaltata che attraversa il borgo.
Tenete la destra su strada asfaltata in direzione Barni – M. Castel di Leves e proseguite dritti fino ad un incrocio. Per chi volesse in questo punto si possono fare due piccole deviazioni: svoltando in salita sulla sinistra merita sicuramente una visita il “Castanun de Buncava”, un castagno di dimensioni maestose situato lungo il fianco settentrionale del Monte Colla, alto 32 m. e dalla circonferenza di circa 7,50 m., ha un’età stimata superiore ai 250 anni; a destra invece si può raggiungere il Sacrario che fu edificato a memoria della tragedia aerea del 15 ottobre 1987, quando un piccolo aereo Atr 42 precipitò proprio in questa località.

Per proseguire invece sul tracciato, dritti dall’incrocio dopo pochi metri troverete sulla destra il cartello segnavia con indicazione M. Castel di Leves-Sentiero per E-E, inoltratevi sul piccolo sentiero nel prato. A sinistra invece si può percorrere il sentiero per raggiungere Barni.
Inoltratevi sul piccolo sentiero e giungerete ad una tettoia in legno e pietra da cui godere di un’incantevole vista del Lago.

Santuario Madonna del Ghisallo

Santuario Madonna del Ghisallo

Tenendo la stessa sulla destra prendete il ripido sentiero che sale a sinistra attraversando il Monte Leves, prestando attenzione a seguire le frecce rosse sulle rocce e le apposite bande gialle poste sugli alberi che indicano la direzione corretta.
Giunti sulla sua sommità scendete dritti lungo lo stretto sentiero panoramico, tenendo la destra seguite le indicazioni in direzione Magreglio-Civenna, fino a raggiungere le prime case del paese di Magreglio.
Lasciando lo sterrato ed imboccando la strada asfaltata scendete lungo Via Giuseppe Garibaldi, svoltate a destra e procedete su via Marie Therese Steiert fino a raggiungere il Santuario della Madonna del Ghisallo, patrona universale dei ciclisti, e il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo.

3° Tappa Magreglio – Bellagio – h. 3.00 – 13,41 km – dislivello +875 m, -447 m

Come arrivare:

In auto: da Erba prendete la SP 41 della Valassina, in direzione Asso, e proseguite poi in direzione Bellagio fino a raggiungere Magreglio; seguite le indicazioni per la Madonna del Ghisallo dove troverete dei parcheggi.
In autobus: utilizzate la linea C36 e scendete alla fermata della Madonna del Ghisallo.

Descrizione:

Proseguite sul tracciato, lasciando il Santuario alle vostre spalle, seguite via Adua (strada provinciale) in direzione Erba-Asso e giunti in corrispondenza della Farmacia svoltate a destra su via Coniugi Antonioli, in direzione Alpe Spessola. Dopo circa 150 metri si interseca la strada carrozzabile “Via Piano Rancio”, attraversatela e continuate sulla mulattiera in salita fino a ritrovarsi nuovamente sulla “Via Piano Rancio”, girate a sinistra e seguitela fino a poco prima di un parcheggio dove si imbocca il sentiero a destra, segnalato da un grande cartello in legno e chiuso da una sbarra.
Al primo bivio tenete la destra e passata la cascatella con il ponticello in legno, si giunge al Masso erratico, dove è presente anche la mappa dei sentieri della Comunità Montana.

Continuando sul facile sentiero con dolci pendenze raggiungerete dapprima la Sorgente del Lambro – Fonte Menaresta a 942 m. slm. poi la loc. Piano Rancio. Percorrete Via Menaresta e svoltate a destra su via All’Alpe, seguendo le indicazioni in direzione Pietra Luna-Civenna.
Allo stop girate a sinistra, proseguite un tratto su strada asfaltata ed al bivio svoltate a destra imboccando Via Pietraluna, seguendo i cartelli in direzione Civenna. Giunti alla fine della strada svoltate a sinistra inoltrandovi su sentiero sterrato che attraversa il bosco, tenendo sempre le medesime indicazioni, fino a raggiungere il paese di Civenna.
Giunti su strada asfaltata proseguite lungo Via Dante, svoltate a destra su Via Formicosa e poi su Via Roma fino ad incrociare la Strada Provinciale 41. Svoltate a sinistra, oltrepassate la Chiesa Parrocchiale e imboccate a destra Via Cermenati dove, in corrispondenza di un parcheggio, inizia il tratto che porterà a Bellagio.
Seguite la strada in discesa e girate a destra su Via Menozzi seguendo il cartello in direzione “Panoramica Ettore Foschi”, dove in una sorta di piccola area picnic è possibile fare una sosta con una splendida vista sul lago, ammirando sulla sponda opposta i paesi di Mandello e Lierna.
Proseguite poi seguendo il cartello in direzione “Panoramica Antonio Cassia”, quindi imboccate la scalinata sulla destra per giungere all’imbocco del sentiero per Limonta.

Chiesa di Santa Maria Annunciata a Visgnola - Bellagio

Chiesa di Santa Maria Annunciata a Visgnola – Bellagio

Proseguite sul sentiero principale fino a incontrare di nuovo l’asfalto, superate le case della loc. Limontasca di Oliveto Lario e imboccate la strada carrozzabile a destra per sbucare di nuovo su sterrato e proseguire per Bellagio-Limonta-Guello. Il sentiero prosegue nel bosco offrendo scorci panoramici per i quali è d’obbligo soffermarsi ad ammirare una splendida vista verso la punta di Bellagio. Ripreso il percorso e mantenuta la sinistra al bivio nel bosco verso Bellagio-Guello, sarà possibile con una piccola deviazione vedere il “Masso Avello” seguendo l’indicazione.
Ritornati sul percorso si giunge alla località Chevrio del Comune di Bellagio; al crocevia dove c’è la cappelletta girate a destra e poi al successivo a sinistra, seguendo l’indicazione per Bellagio. Lungo il tragitto, in corrispondenza della Trattoria Belvedere, si può ammirare uno splendido panorama della Tremezzina sulla sponda occidentale del lago, questa volta del ramo di Como.
Seguendo sempre le indicazioni Bellagio arriverete con una lunga scalinata sulla SP41, girate a destra e dopo 50metri giungerete all’ampio parcheggio di piazza Don Giovanni Cantoni di fronte alla Chiesa della S.S.Annunciata.

Cliccando sull’immagine sotto è possibile scaricare la versione della descrizione nella lingua desiderata, italiano o inglese

 Descrizione Sentiero da Eupilio a Bellagio            Description Sentiero da Eupilio a Bellagio

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Ulteriori informazioni riguardanti l’intero progetto sono presenti qui


Si ripropone il sondaggio riguardante la mancanza di una numerazione univoca dei sentieri del territorio: sia per un’adeguata organizzazione che per una questione di sicurezza, poiché una persona dispersa non può dare attualmente un’indicazione precisa sulla propria posizione, si rivela necessaria la numerazione dei sentieri?

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